Quali sono i gas serra e come possiamo ridurli?

Nel mese di Aprile (2022) ho voluto approfondire un tema che mi sta molto a cuore: i gas serra e in particolare la relazione esistente tra questi gas e il fenomeno del cambiamento climatico.

Ho scelto questo argomento soprattutto perché da qualche mese si sente con sempre maggiore insistenza il concetto di carbon neutral legato a pratiche di compensazione. Credo che per come è utilizzata questa pratica, purtroppo si stia arrivando al greenwashing legato alla semplificazione del problema della neutralità del carbonio tramite compensazione.

Sono convinta che compensare possa essere una delle pratiche corrette da utilizzare, ma non può essere quella principale o l’unica.

Ho menzionato l’argomento gas serra, parlando di riscaldamento e raffreddamento nell’articolo RISCALDAMENTO E RAFFREDDAMENTO SOLUZIONI GREEN, in questo articolo però mi occupo più precisamente dei gas, del loro uso e delle conseguenze da affrontare nel quotidiano e nelle attività.

Gli argomenti trattati in questo articolo

  • Quali sono i gas serra? Cosa producono e perché peggiorano il cambiamento climatico?
  • Cosa fare per ridurre i gas serra nel quotidiano?
  • Cosa fare per ridurre i gas serra in un’attività?

Esistono diversi gas serra con caratteristiche molto differenti fra loro, accomunate da una particolare struttura chimico-fisica che permette alle loro molecole di trattenere il calore.

I più presenti in atmosfera sono:

  • il vapore acqueo (H2O),
  • l’anidride carbonica (CO2),
  • il metano (CH4),
  • il protossido di azoto (N2O),
  • il gruppo dei clorofluorocarburi (CFC).

Quali sono le attività antropiche che producono gas serra?

Le attività antropiche che producono gas serra a livello globale sono:

  • la produzione di energia (circa 73%)
  • l’agricoltura (circa 18%)
  • la gestione dei rifiuti (circa 5%)
  • La produzione di cemento (circa 3%)
  • l’industria chimica (circa  2%)

Fonti

GHG-Emissions-By-Sector

Quali gas serra produce l'elettricità?

Abbiamo detto che la produzione elettrica serve ad alimentare tutto, dai sistemi di riscaldamento e raffreddamento alle luci, computer, frigoriferi e telefoni cellulari sia nelle nostre case che nelle fabbriche e industrie. 

Cerchiamo adesso di capire quali sono i gas serra e in particolare quali sono quelli su cui possiamo lavorare per migliorare. 

Gli accordi di Kyoto prevedono, per le nazioni firmatarie, la riduzione delle emissioni di sei gas ritenuti responsabili dell’effetto serra e del progressivo aumento della temperatura del pianeta (anidride carbonica CO2, protossido di azoto N2O, metano CH4, idrofluorocarburi HFC, perfluorocarburi PFC, esafluoruro di zolfo SF6). 

Dei sei gas serra, la CO2 (anidride carbonica) è emessa in maggiori quantità dai processi energetici, seguita da CH4 (metano) e N2O (protossido di azoto), mentre HFC, PFC e SF6, sebbene compresi negli accordi di Kyoto, sono emessi da processi non energetici (ENEA, 2005a). 

La produzione elettrica rappresenta una delle attività che comporta il maggior quantitativo di emissioni serra insieme al settore dei trasporti, tuttavia, diversamente dai trasporti, nel settore della produzione elettrica le emissioni avvengono a livello di sorgenti puntiformi. Tale requisito consente l’adozione di misure strategiche efficaci per la riduzione delle emissioni (espansione dei cicli combinati, utilizzo di fonti rinnovabili, ecc.) e l’applicazione di nuove tecnologie per l’abbattimento dei gas serra, come la cattura ed il sequestro di CO2.

Il report Ispra spiega: la decarbonizzazione dell’economia può essere  perseguita agendo sia sulle fonti di energia utilizzate per produrre beni e servizi sia sull’efficientamento di utilizzo dell’energia, agire su entrambi i fronti è ovviamente la strada più virtuosa che si possa intraprendere. 

Sul versante delle fonti di energia utilizzate le strategie utili sono lo spostamento verso un mix di combustibili a minore contenuto di carbonio, quindi prevalentemente costituito da gas naturale, oppure l’incremento della quota di energia da fonti rinnovabili che non hanno emissioni climalteranti ma che pure sono caratterizzate da altre problematiche se pensiamo alla combustione delle biomasse e all’emissione sostanze nocive per la qualità dell’aria oppure al consumo di suolo per le fonti eolica e fotovoltaica.

Sul versante dell’efficienza dell’utilizzo dell’energia l’obiettivo è ovviamente l’ottimizzazione, ovvero ottenere di più con meno. In altre parole ridurre al massimo possibile le perdite e le inefficienze dei processi produttivi di beni e servizi, siano essi il riscaldamento di un immobile, la copertura di una distanza con un veicolo o la produzione di acciaio, cemento, carta, tessuti e altro.

FONTI
Report Ispra APAT Produzione di energia elettrica ed emissioni di gas serra (Strategie di mitigazione delle emissioni)  

energia rinnovabile

Cosa puoi fare nel quotidiano per ridurre le emissioni di gas serra?

Siccome il 73% delle attività antropiche responsabili dei gas serra è del settore energetico ridurre il nostro utilizzo di energia è la prima azione da compiere direttamente per ridurre le emissioni di gas serra.

Questa prima modalità comprende ad esempio, evitare di prendere l’aereo inutilmente, ridurre il consumo di carne (specialmente da allevamenti intensivi) e abituarci a muoverci di più a piedi.

La seconda azione che possiamo compiere è scegliere la modalità di produzione dell’energia migliore per le nostre necessità: energia più pulita (proveniente da fonti rinnovabili). 

Questa azione è fondamentale perché la maggior parte dell’elettricità è usata nelle nostre case, uffici e fabbriche per alimentare tutto, dai sistemi di riscaldamento e raffreddamento alle luci, computer, frigoriferi e telefoni cellulari.

L’energia rinnovabile sfrutta la potenza del vento, del sole, dell’acqua, delle maree e di altre risorse planetarie (come il calore geotermico, che proviene dal nucleo della Terra) per produrre energia elettrica.

Inoltre possiamo scegliere se produrre la nostra energia oppure se rivolgerci ad un produttore che ci venda solo energia proveniente da fonti rinnovabili.

La terza azione riguarda l’efficienza energetica. Scegliere prodotti e sistemi più efficienti aiuta a non sprecare energia, a non doverne produrre di più.

FONTI

GH stockholm

Cosa può fare un'azienda per ridurre le emissioni di gas serra?

Naturalmente anche le aziende devono fare ragionamenti simili, evitando a monte sprechi, eccessi di produzione, imballaggi e utilizzo di materie prime, ragionando anche sul fine vita del prodotto.

Le fonti di energia scelte per scaldare e far funzionare l’attività sono fondamentali per impostare una strategia di risparmio di risorse e di investimento nella migliore tecnologia disponibile, soprattutto considerando il fatto che questi investimenti dovrebbero essere fatti per durare nel tempo almeno una decina d’anni. 

Si dovrebbe optare per la soluzione meno inquinante e più efficiente. 

I fornitori di biancheria per la camera e il bagno dovrebbero essere valutati, le loro performance dovrebbero essere considerate non solo in termini di qualità del prodotto fornito, ma anche nelle modalità di lavaggio, nella scelta dei prodotti chimici e non usati e nella stiratura dei capi. 

La valutazione e la scelta dei business partner non sempre è fattibile, ma quando lo è la coerenza con le scelte della mia attività è molto importante.   

Inoltre, secondo lo studio dell’Unione Europea Best Environmental Management Practice in THE TOURISM SECTOR, un piccolo hotel che ricicla circa l’84% dei suoi rifiuti, può ridurre significativamente le emissioni di gas serra:

  • di 1’700 Kg CO2  ogni anno se i rifiuti differenziati sono di carta
  • 712.5kg CO2 ogni anno per il vetro.
  • 70.8 kg CO2 ogni anno per la plastica
  • 58.9kg CO2 ogni anno per i metalli

Se la nostra strategia comprende la riduzione dello spreco dovremmo essere molto attenti agli articoli usa e getta o alle piccole confezioni monodose.

Questi articoli infatti sono tra i più grandi sprechi e portano una struttura a produrre un’enorme quantità di rifiuti che potrebbe essere evitata.

Eliminare i prodotti monouso e monodose sostituendoli con erogatori ricaricabili è una scelta economica ed ecologica che ci permette anche di diminuire la fastidiosa plastica.  

Il punto di partenza per tutte le attività di riduzione delle emissioni di gas serra (riduzione degli sprechi, migliori scelte di materie prime, miglior efficienza)  è un’analisi  del livello di emissioni di CO2 (anidride carbonica), CH4 (metano) e N2O (protossido di azoto) causato da un’azienda, un prodotto o un servizio. Questa analisi consente di capire esattamente dove agire per migliorare la propria attività.

 

Vuoi approfondire i GHG Protocol? 

Iscriviti alla lista email cliccando questo link https://www.saravitali.com/GHGprotocol potrai scaricare l’articolo completo!

Sara – consulente per il turismo