Turismo di guerra, turismo di pace

Questo mese voglio parlare di turismo e pace, ma anche di turismo di guerra storico e attuale.

Ho cercato di non parlare eccessivamente di quanto sta succedendo in Ucraina dal 24 febbraio 2022, non essendo io esperta sull’argomento, ma ho colto l’occasione per informarmi, rivedere alcuni argomenti e scoprirne nuovi in particolare in merito al settore turismo e tour.

Inizio ricordando le principali organizzazioni che si occupano di pace e che utilizzano inl turismo come leva per la pace. 

Le principali organizzazioni internazionali che si occupano di pace sono:


L’
Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) è un’organizzazione internazionale fondata nel 1945 con l’obiettivo di mantenere la pace e la sicurezza nel mondo dopo la tragedia della Seconda Guerra Mondiale. Attualmente l’ONU è composta da 193 Stati membri, il suo lavoro è guidato dagli scopi e dai principi contenuti nella sua Carta costitutiva.

 

L’ONU si è evoluta nel corso degli anni per stare al passo con un mondo in rapido cambiamento. Una cosa è rimasta la stessa: rimane l’unico posto sulla Terra dove tutte le nazioni del mondo possono riunirsi, discutere di problemi comuni e trovare soluzioni condivise a beneficio di tutta l’umanità.

Il lavoro delle Nazioni Unite copre cinque aree principali:

  • Mantenere la pace e la sicurezza internazionale
  • Proteggere i diritti umani
  • Fornire aiuti umanitari
  • Sostenere lo sviluppo sostenibile e l’azione per il clima
  • Sostenere il diritto internazionale. 

The International Institute For Peace Through Tourism (in italiano L’Istituto Internazionale per la Pace attraverso il turismo) è nato nel 1986, l’Anno Internazionale della Pace, con la visione che i viaggi e il turismo diventassero la prima industria di pace globale del mondo e la convinzione che ogni viaggiatore è potenzialmente un “Ambasciatore di Pace”.

Una delle più recenti iniziative principali dell’IIPT è stato il progetto Global Peace Parks con l’obiettivo di creare 2.000 Peace Parks entro l’11 novembre 2020 per commemorare il Centenario della fine della Prima Guerra Mondiale e il suo tema “No More War”.

L’organizzazzione supporta il Travel for peace (Viaggi per la pace). Travel for Peace è un viaggio organizzato con lo scopo di essere ambasciatori e ambasciatrici di Pace. 

Nel 2015 Cassie De Pecol (Her International)è stata la prima ambasciatrice di Pace in visita con questo specifico obiettivo. La sua spedizione l’ha portata a visitare 195 paesi in meno di 3 anni e a stabilire un record da Guinness. Ha fatto questo viaggio promuovendo la “Pace attraverso il Turismo” con l’approvazione dell’Istituto Internazionale per la Pace attraverso il Turismo (IIPT).

L’IIPT ha sostenuto il viaggio mondiale di Cassie organizzando incontro con i ministri del turismo, dove possibile, e con i sindaci delle città e dei villaggi che intende visitare in ogni paese.

Cassie ha presentato alle persone incontrate una dichiarazione di pace, ha fatto delle foto e ha incontrato bambini, giovani e persone della sua generazione, discutendo di ‘Pace’ e di ciò che significa per loro”.

 

Nel 2016 Claire McFarland ha lanciato Footsteps to Inspire, un progetto ambizioso che la vista correre 3000 km di spiaggia in 184 paesi a sostegno delle sopravvissute alla violenza sessuale.

Il progetto è stato ispirato dalle corse sulla spiaggia che hanno avuto un ruolo così importante nel processo di guarigione della signora McFarlane, violentata a Parigi nel 1999. 

Claire è la seconda ambasciatrice per IIPT perchè attraverso Footsteps to Inspire, Claire sta creando un luogo sicuro per la conversazione e la comprensione.   

I chapter (in Italiano capitoli) sono gruppi locali. Questi gruppi servono per scambiare informazioni ed esperienze tra luoghi e situazioni del mondo. 

I gruppi attualmente esistenti sono: 

  • Serbia 
  • SudAfrica
  • Australia 
  • India
  • Caraibi 
  • Iran 

L’Organizzazione per la Pace Mondiale è un’organizzazione senza scopo di lucro che promuove soluzioni pacifiche a problemi complessi in tutto il mondo. 

L’OWP è stata fondata nel 2015 da Matthew Savoy, che ha identificato un problema nell’analisi fornita dalle fonti di informazione esistenti – nessuno stava fornendo alternative pacifiche per risolvere problemi complessi, perpetuando un sistema di violenza, conflitto e scontro. L’organizzazine cerca di riempire questo vuoto con analisi critiche e soluzioni ben ponderate per ridurre i conflitti e promuovere la giustizia.

L’OWP cerca di educare i lettori su questioni complesse e sulle cause del conflitto. Nel fare ciò, spera di esporre i lettori a soluzioni alternative a questioni complesse, attraverso le quali promuove il pensiero di pace, piuttosto che accontentarsidi risultati conflittuali.

Turismo di Guerra

Ci sono tante domande che mi nascono spontanee quando sento parlare di turismo nelle aree di guerra. Mi sembra abbastanza difficile credere che qualcuno voglia vedere con i propri occhi come sta la gente del posto, come è la vita quotidina in una situazione del genere. La mia visione, probabilmente limitata certamente deriva dal fatto che vivo in Europa da sempre, che durante la mia vita, finora non ho mai sperimantato ne la vicinanza con la guerra, ne viviere in un luogo dove c’è la guerra. 

Non tutti però la pensano come me o semplicemente hanno questa fortuna percui cerco di andare oltre la mia comfort zone e di approfondire in questo articolo il tema turismo durante la guerra o anche turismo in aree di guerra o instabilità. 

Le aree dove attualmente c’è guerra sono moltissime, potremmo anche dire che ci sono molte guerre e nonstante questo il turismo internazionale si è sviluppato. 

Paesi in cui sono stati segnalati scontri armati tra forze statali e/o ribelli nel 2022, aggiornato al 4 febbraio.

Come racconta Andrea degli Innocenti su Italia che cambia – rubrica Io Non mi rassegno-Al momento ci sono nel mondo cinque conflitti considerati maggiori, intendendo conflitti che hanno generato in questo o nello scorso anno più di 10mila morti. Uno è quello in Ucraina, gli altri sono principalmente concentrati fra medio oriente e Africa. 

  • C’è il conflitto in Afghanistan, che si è riacutizzato con l’abbandono del paese da parte delle truppe Nato e la riconquista del potere da parte dei talebani.
  • Altrettanto grave è quello in Etiopia. L’Etiopia arriva da tra decenni di lotte con la vicina Eritrea, e al momento è sconquassata da lotte di potere interne e quasi due anni di  guerra civile che infuria nella regione del Tigré.
  • Un’altra guerra di cui non sappiamo quasi niente, ma che va avanti dal 2015 a suon di migliaia e migliaia di morti all’anno, è quella in Yemen
  • Infine c’è il conflitto in Myanmar. Qui tutto ha avuto inizio con il colpo di stato militare del 1 febbraio 2021, in cui Min Aung Hlaing, il comandante in capo delle forze armate del paese, ha ribaltato il governo democratico birmano e preso il potere. 

Oltre a questi cinque conflitti principali, ci sono altri 18 conflitti grossi, sparsi per il mondo: 14 sono in Africa (alcuni dei quali coinvolgono più stati, come quello del Maghreb che ne coinvolge dieci), 2 sono in Asia (Iraq e Siria), uno è in Sud America (le FARC in Colombia), l’altro in Nord America (la guerra della droga in Messico). 

E degli ulteriori 19 conflitti considerati minori, 11 sono in Asia e 8 in Africa.

Parliamo di un totale di 23 + 19 coè 42 conflitti presenti sul totale di 209 stati esistenti al mondo (195 sovrani e indipendenti). 

Chiaramente la nostra situazione di pace non è condivisa dal resto del mondo e forse anche per questo la Guerra in Ucraina dagli Europei è stata vista come uno scenario quasi impossibile da realizzare, fino a quando è successo. 

A queste condizioni si capisce maggiormente come sia stato possibile lo sviluppo del turismo di guerra nei secoli (segue approfondimento storico) e come anche oggi questa tipologia turistica sia in funzione non solo visitando luoghi dove il conflitto è avvenuto, ma recandosi in luoghi ancora afflitti dall’instabilità o da conflitti veri e propri. 

I ricercatori Foley e Lennon sono stati tra i primi a introdurre la terminologia “dark tourism”. Nel 2008 hanno esplorato l’idea che le persone sono attratte da regioni e siti dove sono avvenuti “atti inumani”. Essi sostengono che la motivazione è guidata dalla copertura mediatica e dal desiderio di vedere con i propri occhi. Ritengono ci sia una relazione simbiotica tra l’attrazione e il visitatore, sia che si tratti di un campo di sterminio o del sito della morte di una celebrità. Fonte: Lynch, Paul; Causevic, Senija (2008-10-21). “Sviluppo del turismo e comunità contestate”.

 Sempre nel 2008 l’ex professionista della sicurezza Rick Sweeney ha formato War Zone Tours e l’ex giornalista e corrispondente dai balcani del New York Times Nicholas Wood ha creato l’agenzia Political Tours

Sweeney e Wood fanno parte di un gruppo di guide turistiche che portano i turisti in paesi che hanno vissuto o sono impantanati in un conflitto.

Sweeney in alcune interviste racconta che l’attività principale della sua agenzia (dopo aver verificato i suoi potenziali ospiti prima di essere confermati) è permettere l’incontro tra clienti e persone del posto, la maggior parte delle richieste dei clienti è poter capire le difficoltà e vedere la vita quotidiana della popolazione civile in situazioni difficili.

Inoltre Sweeney dice che molte persone vogliono essere testimoni della propria versione di ciò che viene ritratto nei notiziari della sera.

“Molto spesso le persone vanno in una regione con un certo tipo di opinione e ne escono con un’opinione completamente diversa. E se abbiamo fatto questo, penso che abbiamo avuto successo”, dice.

 

L’ex corrispondente del New York Times, Nick Wood, ha creato la prima compagnia di tour al mondo dedicata all’attualità dopo un decennio di lavoro come reporter nei Balcani. Political Tours è stata ispirata dal suo lavoro come corrispondente estero e dal suo desiderio di dare alle persone l’opportunità di esplorare le notizie in prima persona.

La società con sede nel Regno Unito si occupa di regioni cruciali negli affari internazionali come la Corea del Nord, il Medio Oriente, il Caucaso e i Balcani.

 

Nel 2014  alcuni magazine e testate giornalistiche toccano l’argomento raccontando che il turismo di guerra era in aumento e turisti sono stati portati in Israele per assistere alla guerra civile siriana. (People are Traveling to War Zones for Tourism, Mary Beth Griggs)

 

Il desiderio dell’esperienza e la documentazione e la fotografia di essa attraverso i social network potrebbero contribuire ad aumentare il turismo di guerra, secondo un giornalista di Tel Aviv. (‘Dark tourism’ in strife-torn areas on the rise,CBC News )

 

 Il turismo di guerra in Israele è anche coperto nel film documentario del 2011 War Matador di Avner Faingulernt e Macabit Abramson.

 

In Iran, studenti, membri della milizia Basij e persone interessate vengono abitualmente portati negli ex luoghi di battaglia della guerra Iran-Iraq, poiché la guerra è considerata dal regime dominante iraniano una “santa difesa” e un pilastro ideologico per l’esistenza della Repubblica Islamica al potere. 

I viaggi sono organizzati dal Basij, una propaggine del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane (IRGC) che arruola i viaggiatori normalmente in moschee, scuole o università. I viaggi, che sono ufficialmente chiamati “Tour per i viaggiatori della luce” (in persiano: اردوهای راهیان نور) sono a basso costo e vengono effettuati in autobus, in condizioni di scarsa sicurezza. Dal 2008, gli autobus che portano i “turisti” hanno causato la morte di oltre 75 viaggiatori in circa sette viaggi.

Se ci sono persone per le quali la normalità è vivere nell’instabilità, vivere nella guerra, inizio a capire anche come mai una forma di turismo (per altri) così particolare si sia sviluppata. 

Ho voluto approfondire le mie ricerche e ho trovato innanzitutto la definizione di turismo di guerra su wikipedia e successivamente l’excursus storico. 

Il turismo di guerra è un viaggio ricreativo in zone di guerra attive o passate per scopi di visita turistica o di studio storico. Il termine può essere usato in senso peggiorativo per descrivere la ricerca del brivido in luoghi pericolosi e proibiti. 

Le origini di questa modalità di turismo sembrano essere nel 1600.

Artisti e corrispondenti di guerra come Willem van de Velde sono considerati i primi turisti di guerra. Van de Velde prese il mare nel 1653 in una piccola barca per osservare una battaglia navale tra olandesi e inglesi (The Battle of Scheveningen), facendo molti schizzi sul posto.

The Battle of Scheveningen. Butler, R., & Suntikul, W. (Eds.). (2013). Tourism and war. Routledge.

Guerra di Crimea (1853 – 1856)

  • Durante la guerra di Crimea, i turisti guidati da Mark Twain visitarono la città distrutta di Sebastopoli, 
  • Il principe Menshikov invitò le signore di Sebastopoli a guardare la battaglia di Alma da una collina vicina.
  • Sembra che (manca però la citazione delle fonti) Frances Isabella Duberly viaggiò con suo marito (capitano Henry Duberly parte della cavalleria leggera britannica) in Crimea nel 1854 e rimase con lui per tutta la durata del suo viaggio, nonostante le proteste di comandanti come Lord Lucan. Le fu detto degli attacchi pianificati in anticipo, dandole l’opportunità di essere in una buona posizione per assistervi

.

Il capitano e la signora Duberly fotografati in Crimea da Roger Fenton nel 1855

Guerra civile americana (1861)

La Prima battaglia di Bull Run, conosciuta anche come Prima Manassas (nome usato dalle forze confederate), fu combattuta il 21 luglio 1861, nella contea di Prince William, in Virginia, vicino alla città di Manassas. Fu la prima grande battaglia terrestre della guerra civile americana. Aspettandosi una facile vittoria dell’Unione, la ricca élite della vicina Washington, compresi i membri del Congresso e le loro famiglie, erano venuti a fare un picnic e a guardare la battaglia. Quando l’esercito dell’Unione fu ricacciato indietro in un disordine in corsa, le strade di ritorno a Washington furono bloccate da civili in preda al panico che cercavano di fuggire nelle loro carrozze.

Frank Leslie ne fece un’incisione nell’opera dal titolo The Soldier in Our Civil War.

Turisti che assistono alla prima battaglia di Bull Run, The Soldier in our Civil War di Frank Leslie (1893)

Anche la Battaglia di Gettysburg fu vista da un certo numero di turisti incluso il generale Sir Arthur James Lyon Fremantle. 

Il Generale Fremantle (11 novembre 1835 – 25 settembre 1901) fu un ufficiale dell’esercito britannico e un notevole testimone britannico della battaglia di Gettysburg durante la guerra civile americana. Mentre deteneva il grado di “capitano e tenente colonnello” trascorse tre mesi in Nord America, viaggiando attraverso parti degli Stati Confederati d’America e dell’Unione. Contrariamente alla credenza popolare, il colonnello Fremantle non era un rappresentante ufficiale del Regno Unito; invece, era una specie di turista di guerra.

Foto scannerizzata da Longstreet, James, From Manassas to Appomattox: Memoirs of the Civil War in America, J. B. Lippincott and Co., 1896. 

Fine del XIX secolo

Thomas Cook iniziò a promuovere tour sui campi di battaglia della Seconda Guerra Boera (1899 – 1902) prima che il conflitto fosse finito. 

La Seconda guerra boera (Afrikaans: Tweede Vryheidsoorlog, lett. “Seconda guerra della libertà”, 11 ottobre 1899 – 31 maggio 1902), conosciuta anche come guerra boera, guerra anglo-boera, o guerra sudafricana, fu un conflitto combattuto tra l’Impero britannico e le due Repubbliche boere (la Repubblica Sudafricana e lo Stato Libero di Orange) per l’influenza dell’Impero in Africa del Sud dal 1899 al 1902.

Una varietà di altre agenzie di viaggio pubblicizzò i campi di battaglia facilmente accessibili e pittoreschi di Tugela e Ladysmith. 

Gruppi di turisti seguirono da vicino anche la guerra franco-prussiana (1870 – 1871) visitando i campi di battaglia poco dopo la fine dei combattimenti. 

Questi sembra che furono criticati da Alfred Milner, The Observer e Punch.

Uno dei primi agenti di viaggio, Henry Gaze, creò un tour che includeva il campo di battaglia di Waterloo nel 1854. Waterloo fu anche una destinazione di un tour della Polytechnic Touring Association del 1886, durante il quale scolari e insegnanti visitarono il sito a scopo educativo. Secondo la guida turistica Thomas Cook del 1913, la crescente popolarità di Waterloo come attrazione turistica portò alla comparsa di numerosi ciarlatani che sostenevano di aver partecipato alla battaglia; la guida evidenziava anche il boom del commercio di cimeli e souvenir legati allo scontro.

Incontro tra i difensori e la colonna di soccorso durante la levata dell’assedio di Ladysmith il 28 febbraio 1900 durante la seconda guerra boera, John Henry Frederick Bacon – Art UK. 

La prima guerra mondiale

Nonostante le critiche il turismo di guerra continuò a svilupparsi seguendo il ritmo dell’industria turistica in generale. All’inizio della prima guerra mondiale divenne evidente che dopo la fine della guerra i relativi campi di battaglia avrebbero attirato una notevole attenzione da parte di potenziali turisti. Sebbene siano stati documentati casi di turismo di guerra durante la Grande Guerra, essi rimasero limitati a causa dell’opposizione delle autorità francesi.

Dopo la fine della guerra, i precedenti casi di caccia ai trofei furono sostituiti da visite in stile pellegrinaggio. L’ufficiale dei servizi segreti britannici Hugh Pollard descrisse il Ypres Salient come un terreno sacro a causa del gran numero di tombe dell’Intesa nella regione. 

(Ypres Salient intorno a Ypres in Belgio, fu teatro di diverse battaglie e una parte estremamente importante del fronte occidentale durante la prima guerra mondiale.)

Numerosi veterani fecero eco a questi pensieri. Il turismo religioso anglicano e cattolico divenne sempre più legato al turismo di guerra durante il periodo tra le due guerre. Nel settembre 1934, 100.000 ex militari cattolici di entrambe le parti del conflitto visitarono Lourdes per pregare per la pace. Un gran numero di turisti anglicani intraprese anche dei tour nei campi di battaglia della campagna di Palestina. Anche la Grecia, la Turchia e l’Italia divennero popolari destinazioni del turismo di guerra.

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Un gran numero di guide dei campi di battaglia furono prodotte da una varietà di agenzie di viaggio, alimentando ulteriormente l’aumento dei tour di guerra. Uno studio del 1936 portò alla luce il fatto che la maggior parte dei turisti di guerra durante il periodo erano spinti dalla curiosità o stavano rendendo omaggio ai loro parenti defunti.[10] Oggi, il turismo dei campi di battaglia della prima guerra mondiale attira decine di migliaia di turisti nelle ex zone di guerra sul fronte occidentale e nei Dardanelli per esempio.

Seconda guerra mondiale

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, gli ex campi di battaglia hanno creato nuove destinazioni turistiche di guerra. Saipan, così come altri campi di battaglia del Pacifico, divenne un luogo di pellegrinaggio per i veterani giapponesi che risolsero ed eressero monumenti ai loro compagni caduti.

 

Fonti

Sara – consulente per il turismo

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