Buongiorno! Oggi sono proprio felice di poterti raccontare un aspetto del turismo sostenibile che mi sta molto a cuore. Si sente molto spesso parlare di turismo di comunità o turismo sostenibile per la comunità locale, ma come spesso capita c’è un po’ di confusione e in particolare non è comprensibile al 100% come passare dalla teoria alla pratica. Le caratteristiche che questi due approcci hanno in comune sono l’importanza e l’ascolto dato alla comunità locale, ecco un esempio che ti permette di capire come agire.

Si tratta di alcuni monitoraggi che ho trovato, che indagano qual è l’opinione dei residenti in alcune aree italiane molto interessanti in merito al turismo. Poter condividere queste informazioni mi dà molta gioia e mi sta molto a cuore perché la ricerca su questo argomento richiede sempre parecchio tempo e non poche difficoltà.Sono contenta di essere riuscita a trovare questo primo caso che presento oggi e un secondo caso che presenterò successivamente. 

Questo primo caso è dedicato alla Liguria, la ricerca è stata fatta a fine 2015,  mentre il successivo è dedicato a Venezia ed è un pochino più recente (2018). 

Ti auguro buon proseguimento e buona lettura.
Per qualsiasi commento, per qualsiasi domanda io sono qui. 

Non ti va di leggere e preferisci guardare e ascoltare? Ecco il video! 

Oggi parliamo di turismo e comunità locale in particolare la percezione dei residenti in merito al turismo, agli impatti economici, sociali e ambientali. 

Utilizzo per questo esempio la tesi di laurea di Silvia Basentini, dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, dal titolo Sviluppo e sostenibilità turistica gli impatti del turismo sulla comunità locale, anno accademico 2014/2015. 

Trovi la tesi integrale da poter scaricare e andare a leggere (fai click QUI: tesi Sviluppo e sostenibilità turistica: gli impatti del turismo sulla comunità locale), ma penso sia molto interessante utilizzarla per capire quali considerazioni una destinazione e conseguentemente poi gli operatori devono fare per avere come obiettivo uno sviluppo sostenibile del turismo, uno sviluppo che tenga conto delle opinioni dei residenti e che tenga monitorato proprio lo svilupparsi di questa situazione: dei benefici e degli impatti negativi che ne potrebbero derivare.

In questa tesi la studentessa ha scelto di somministrare il questionario nel golfo del Tigullio in Liguria, un’area che ha una storia turistica molto interessante e molto forte alle spalle.

 Liguria - golfo del Tigullio-mappa_comuni

Un’area che ha iniziato immediatamente con un turismo d’elite, con un turismo alto spendente, pensiamo ad esempio alla zona di Portofino e Santa Margherita ligure come zona di riferimento.

Alcune informazioni per l’introduzione di questa tesi sono state prese in generale, in merito tutta la liguria, però poi la vera ricerca è stato fatta su questa zona costiera molto, molto interessante. Inizialmente c’è stato uno sviluppo quasi esclusivamente di turismo d’elite che nel tempo si è però modificato e a questo si è aggiunto un turismo più regolare, più normale, un turismo di media fascia.

Possiamo ipotizzare che questa necessità di abbassamento della possibilità di spesa dei nuovi turisti abbia naturalmente coinvolto sia il settore privato che l’ente pubblico e abbia generato alcune situazioni che hanno portato alla cementificazione che hanno portato allo sviluppo di nuove strutture con l’obiettivo di avere un maggior numero di posti letto disponibili. Tutto questo ha iniziato a creare anche dei disagi di cui tra poco parleremo.

Mappa_Tigullio zona costiera

Due note sulla ricerca: per la somministrazione del questionario è stato scelto il canale internet e nello specifico la diffusione tramite social network. 

Il campione di indagine della ricerca corrispondeva ai residenti nei comuni del Tigullio. La popolazione in oggetto si aggira attorno alle 90.000 unità e assumendo un margine di errore del 5% e un intervallo di confidenza del 95% si calcola che circa 400 risposte  sarebbero state sufficienti per avere un campione rappresentativo.  E’ stata raggiunta la quota numero 378 questionari compilati, per cui è stata confermata la validità dei risultati del campione.

C’è una piccola nota da considerare: anagraficamente parlando la fascia d’età compresa tra i 25 e i 44 anni rappresenta il 51% del campione, dai 45 ai 54 il 20% e i minori di 24 sono il 6%, mentre maggiore di 65 anni sono l’8%. Rispetto alla realtà in cui la fascia d’età più rappresentata è quella over 65 c’è uno specchio dell’indagine più giovane, sicuramente dovuto anche la modalità di trasmissione delle dell’indagine cioè il mezzo internet.

La maggior parte dei rispondenti circa 81% risiede nel comune indicato da più di 16 anni; la quasi totalità del campione ha indicato la residenza da almeno quattro anni.

Il questionario è dato da una serie di affermazioni a cui si chiedeva di esprimere la propria preferenza su una scala Likert da 1 (fortemente in disaccordo) a 5 (fortemente in d’accordo); l’ultima informazione il 73% delle persone che hanno compilato il questionario non lavorano in ambito turistico, mentre il 27% ha un lavoro inerente al settore turistico.

Scala Likert utilizzata nella tesi

Per quanto riguarda l’impatto economico le frasi presenti nel questionario sono:

  • il turismo dà un forte contributo economico; 
  • il turismo crea opportunità di impiego; 
  • i benefici economici del turismo sul comune sono sopravvalutati;
  • solo una parte ristretta della popolazione trae beneficio economico dal turismo; 
  • l’uso di fondi pubblici per la promozione turistica è giustificata dai benefici che il turismo porta alla mia comunità;
  • il turismo ha contribuito all’aumento del costo della vita;
  • il finanziamento pubblico per la promozione turistica è uno spreco dei soldi dei contribuenti.

 impatti economici risultato questionario

Ricordiamo la scala va da 1 (fortemente in disaccordo) a 5 (fortemente in accordo). In particolare in questa prima sezione risaltano gli impatti negativi che risultano avere una media di risposte superiori rispetto a quelle attese.

Questo significa, ad esempio, che la frase “il turismo ha contribuito all’aumento del costo della vita” con una media di 3,7 e quindi tendente al parzialmente d’accordo; e “solo una parte ristretta della popolazione trae i benefici economici del turismo” ha una media di risposte 3,1 che indica cioè uno schieramento non molto chiaro.

Da notare inoltre che l’affermazione “il turismo ha contribuito all’aumento del costo della vita” ha delle risposte per il 33,81% fortemente in accordo e per il 32,95% parzialmente in accordo; il che significa che queste affermazioni sono molto sentite da parte dei rispondenti, da parte per cui dei residenti.

Per quanto riguarda gli impatti economici positivi si può affermare che sono visti come tali, le medie variano dai 3,05 ai 4,28 e ad esempio abbiamo la consapevolezza che il turismo dia un forte contributo economico; la consapevolezza che il turismo possa creare opportunità di impiego; l’opinione che l’uso dei fondi pubblici per la promozione turistica sia giustificato dai benefici che il turismo porta alla comunità. 

impatti economici risultati per frase

Per quanto riguarda l’impatto ambientale le frasi presenti nel questionario sono:

  • il turismo si deve sviluppare in armonia con l’ambiente naturale circostante;
  • sono favorevole alla creazione di opere che possano facilitare e attrarre più turisti; 
  • grazie al turismo sono stati creati più parchi e aree verdi utilizzabili anche dei residenti;
  • il turismo danneggia l’ambiente naturale che ci circonda; 
  • la crescita del turismo causa congestione di traffico e rende più difficile trovare parcheggio nelle zone complessivamente i benefici derivati dal turismo superano gli impatti negativi.

impatti ambientali risultato questionario

Per quanto riguarda gli impatti positivi i punteggi sono abbastanza in linea con quanto auspicabile; l’unica eccezione è data dalla grazie al turismo sono stati creati più parchi verdi e aree utilizzabili anche dai residenti in cui la risposta meglio è quindi parzialmente in disaccordo. Le percentuali di risposte più alte sono state fortemente in disaccordo 42,67% e parzialmente in disaccordo 21,17%.


Osservando invece gli impatti negativi si può notare come le medie si discostino dallo auspicabile la crescita del turismo causa traffico e rende più difficile trovare parcheggio ha infatti una media di risposta di 4,28 quindi tendente al fortemente in accordo; mentre il turismo danneggia l’ambiente naturale che ci circonda a una media di 2,72 che più impatto negativo è considerato nella norma. 

Siamo tutti a conoscenza della problematica del traffico e del parcheggio, in quasi tutte le destinazioni turistiche purtroppo la situazione è molto simile, questo dovrebbe essere un campanello d’allarme che l’area tiene in considerazione per quando fa le proprie scelte urbanistiche. 

impatti ambientali risultati per frase

Impatto sociale propone queste frasi nel questionario

  • I turisti disturbano la qualità della vita nella mia comunità; 
  • il turismo porta più vandalismo nel mio comune; 
  • nei periodi di massima affluenza turistica mi sento estraneo nella mia città; 
  • il turismo ha reso la mia città un luogo più interessante in cui vivere; 
  • i turisti rispettano le usanze della mia comunità; 
  • la crescita di turismo nel mio comune potrebbe provocare attrito tra i residenti e turisti; 
  • la qualità dei servizi pubblici nel mio comune e aumentata grazie al turismo; 
  • mi piace interagire con i turisti; 
  • il turismo fornisce incentivi per il restauro di edifici storici; 
  • il turismo aiuta a preservare l’identità culturale nella mia comunità;
  • grazie allo sviluppo turistico apprezzo maggiormente la mia cultura;
  • i turisti dovrebbero pagare le attrazioni turistiche più dei residenti;
  • sono felice e orgoglioso di sapere che turisti vengono a vedere quello che il mio comune ha da offrire. 

impatti social risultato questionario

In questo caso gli impatti positivi risultano essere poco sotto la media auspicabile, così come quelli negativi si trovano poco sopra.

Circa gli impatti positivi si discostano dalla media la qualità dei servizi pubblici nel mio comune aumentata grazie al turismo con una media di 2,22 e i turisti rispettano le usanze della mia comunità con una media generale aspettandosi una media di risposte intorno al 2 nel caso degli impatti sociali le medie sono concentrate tra 2,53 2,99 che nonostante siano sopra l’ideale non eccedono particolarmente. 

La risposta 3 corrispondano né accordo, né in disaccordo non rappresenta un’idea chiara e significa che gli impatti sociali probabilmente non sono ancora ben conosciuti elaborati, né forse percepiti eccessivamente. 

 impatti sociali risultati per frase

Risultati

Dall’indagine emerge che gli aspetti prioritari da tenere in considerazione e su cui agire sono per l’impatto economico: operare e attivare delle misure per contrastare l’aumento del costo della vita, trovando delle soluzioni di scontistiche o ancora meglio priorità dedicate residenti; ridistribuire al meglio l’indotto derivato dal turismo e se fosse incorso comunicare meglio in che modo e quali benefici economici l’intera comunità riceve grazie al turismo per l’impatto.

Per l’impatto ambientale è molto grave che una promessa o proposta fatta dal comune, si presuppone per come scritto nel questionario, non sia percepita come rispettata. La frase su cui c’è disaccordo grazie al turismo sono stati creati più parchi verdi e aree utilizzabile anche dai residenti è un forte campanello d’allarme che indica al comune esattamente cosa dovrebbe fare: più parchi e aree verdi comuni accessibili sia i turisti che i residenti. 

Impatto sociale tutte le risposte sono attorno al 3 significa che probabilmente l’impatto sociale confonde un po le persone, del resto però la differenza tra chiedere più parchi e chiedere più parchi aperti sia ai residenti che ai turisti evidenza di necessità di approfondire la conoscenza di quali siano questi impatti, come si possono evitare quelli negativi e aumentare quelli positivi.

Un’ ulteriore interessante approfondimento è stato fatto per verificare le differenze tra la percezione degli impatti di chi ha un lavoro, un’occupazione in ambito turistico e chi no. In questo caso il risultato mostra che nella totalità dei casi chi lavora nel settore turistico ha una percezione migliore degli impatti più positiva nei confronti di quelli positivi e meno negativa nei confronti di quelli negativi.

Ho voluto evidenziare questo dato poiché giustifica anche una mia affermazione in un video e un articolo precedente sulla teoria del turismo sostenibile dove consiglio il coinvolgimento della comunità locale, non solo degli operatori nella progettazione e programmazione turistica per la destinazione.

Un’ultima considerazione: questa indagine è stata fatta nel 2015 in cinque anni le indicazioni fornite potrebbero essere state ascoltate ed eseguite, diventate operative, per questo consiglio un monitoraggio annuale o biennale della situazione e un dialogo aperto e costante tra enti pubblici e aziende private.Ritengo questa una ricerca veramente molto interessante, in questo caso non è nemmeno così importante quali siano i risultati specifici, l’importante è che ci sia questo monitoraggio e che diventi abitudine e prassi andare a capire quale sia la situazione e quale sia l’umore, se così vogliamo chiamarlo, dei residenti delle diverse destinazioni turistiche, per fare in modo di avere dei residenti felici di vivere dove sono e di ospitare le persone che vanno in visita. Questo perché in quanto operatore del turismo posso fare tante cose, posso accogliere al meglio nel mio hotel piuttosto che nel mio territorio mostrando le varie peculiarità, raccontando le varie storie, ma non posso fare niente se i residenti che sono o meno coinvolti nel settore turistico non sono contenti e non sono ospitali. Per cui sia per una questione di correttezza verso i miei colleghi residenti, sia per avere dei vantaggi a livello turistico ed essere un’area che funziona sarà molto importante d’ora in poi riuscire a coinvolgere in ambito pubblico nel fare valutazioni non solo dal punto di vista dei turisti su come si trovano nella destinazione, ma anche questo genere di monitoraggi cosa che in Italia non è così semplice.

Oggi abbiamo visto il primo caso: la Liguria, la prossima volta parlerò invece di della città di Venezia.


Mi farebbe piacere avere la tua opinione su questo argomento: sia sui dati, sia sulle considerazioni fatte in merito appunto a questo tipo di indagini.
Sara – consulente per il turismo